14 Luglio 2026
Il Fulbright non è una semplice borsa di studio. È uno dei programmi di diplomazia culturale e scientifica più influenti al mondo, nato per rafforzare la conoscenza reciproca tra Paesi attraverso ricerca, formazione e scambio accademico. Attivo in Italia dal 1946, ha permesso a circa 14.000 cittadini italiani e statunitensi di studiare, insegnare e fare ricerca tra i due Paesi. Tra gli alumni figurano 8 Premi Nobel, 14 vincitori del Premio Pulitzer, sei borsisti insigniti della MacArthur Fellowship, due ex Presidenti del Consiglio italiani e un Senatore a vita. Numeri che spiegano perché entrare nella famiglia Fulbright significhi accedere a una rete internazionale di eccellenza, leadership e impatto.
Le giornate appena trascorse hanno celebrato proprio questo ponte tra Italia e Stati Uniti. Alla Farnesina, durante il Fulbright Annual Meeting, studenti, ricercatori, alumni, rappresentanti della Commissione Fulbright, dell’Ambasciata degli Stati Uniti e del mondo accademico si sono riuniti per presentare i nuovi assegnatari e ribadire il valore degli scambi culturali e scientifici. Poi l’incontro con il Presidente Mattarella, che ha ricordato il significato profondo della visione di Fulbright: costruire pace e cooperazione non attraverso imposizioni, ma tramite conoscenza, rispetto, ricerca condivisa e coinvolgimento culturale.
La ricerca di Paravano guarda esattamente in questa direzione: capire quale valore economico, industriale e sociale potranno generare le future stazioni spaziali commerciali. Presso Ohio State University, partner chiave del consorzio Starlab, Paravano lavorerà al progetto “CLEO – Commercializing the Low Earth Orbit”, dedicato allo studio delle Commercial Space Stations, le infrastrutture private che potrebbero raccogliere l’eredità della Stazione Spaziale Internazionale dopo il 2030. Il suo obiettivo è sviluppare un modello quantitativo capace di mappare chi crea, riceve e cattura valore nell’ecosistema delle nuove stazioni spaziali: aziende, università, agenzie, fornitori, utilizzatori finali e settori non spaziali come farmaceutica, energia, food e materiali avanzati. Una ricerca che mette insieme ingegneria gestionale, space economy e collaborazione transatlantica, con un’ambizione chiara: aiutare Italia e Stati Uniti a progettare non solo nuove infrastrutture nello spazio, ma nuovi mercati, nuove applicazioni e nuove forme di cooperazione.
Maggiori dettagli: https://www.quirinale.it/it/notizie/mattarella-ha-ricevuto-direttivo-commissione-fulbright