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Filiere della moda: tra conformità e responsabilità

02 Febbraio 2026

Il confronto ha messo al centro il ruolo dei modelli organizzativi, della governance e della trasparenza nella gestione delle filiere della moda e dei rischi di responsabilità.

 

La filiera della moda è oggi al centro di una crescente attenzione pubblica e istituzionale, anche a seguito delle indagini avviate negli ultimi anni dal Tribunale di Milano sulla gestione degli appalti e sul fenomeno del caporalato. In questo contesto si è inserito il convegno “La filiera della moda e il D.Lgs. n. 231/2001 – Il confronto”, promosso dalla POLIMI School of Management e dall’Osservatorio Nazionale D.Lgs. 231/2001 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), con l’obiettivo di fare il punto sugli strumenti disponibili per rafforzare trasparenza e legalità lungo la catena del valore.

Il confronto ha riunito autorevoli esponenti della magistratura, del mondo accademico, delle professioni e delle imprese, offrendo una lettura multidisciplinare delle principali criticità e delle possibili soluzioni. Tra i partecipanti: Paolo Storari, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Milano; Luca Sburlati, Presidente di Confindustria Moda Federazione Tessile Abbigliamento; Ciro Santoriello, Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Cuneo; Gianluca Varraso, Professore ordinario di Diritto Penale all’Università Cattolica; e Andrea Sianesi, Professore presso la POLIMI School of Management e membro del tavolo di lavoro che ha redatto il Protocollo di intesa per la legalità dei contratti di appalto nelle filiere produttive della moda.

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Raffaella Cagliano, Direttrice del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, e il confronto è stato poi coordinato da Salvatore Sodano, Presidente dell’Osservatorio Nazionale D.Lgs. 231/2001 del CNDCEC.

Al centro del dibattito, il D.Lgs. 231/2001 e il ruolo dei modelli di organizzazione, gestione e controllo come strumenti di prevenzione dei rischi penali, reputazionali e di compliance, in particolare nei rapporti di appalto e subfornitura. È emersa l’esigenza di rendere tali modelli effettivi e integrati nei processi aziendali, superando un approccio meramente formale.

Un passaggio rilevante ha riguardato il Protocollo di intesa per la legalità, firmato a maggio presso il Tribunale di Milano da tutti gli attori del settore. Nell’ambito del Protocollo è in fase di realizzazione una piattaforma per la raccolta dei dati delle filiere produttive, necessaria per il rilascio dell’attestato di trasparenza del settore moda. La piattaforma, che sarà attiva nei prossimi mesi, è sviluppata da Regione Lombardia con il supporto del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, su incarico di Prefettura e Tribunale di Milano.

L’incontro ha confermato l’importanza di un approccio condiviso alla responsabilità lungo la filiera, evidenziando come la trasparenza richieda il coinvolgimento coordinato di imprese, istituzioni e organi di controllo. In questo contesto, il dialogo tra sistema giudiziario, mondo produttivo e ricerca è emerso come un elemento chiave per rafforzare pratiche di filiera più corrette, sostenibili e competitive.