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11 novembre 2020 Condividi

alumni team up better future for all digital revolution

#AlumniTeamUP: storie dalla community di innovatori per costruire un futuro migliore per tutti

Riccardo Terraneo, Studente del Percorso Executive in Smart Manufacturing al MIP Politecnico di Milano, racconta opportunità della rivoluzione digitale, di cui è protagonista con il progetto Komete BeSafe.

 

Kometebesafe sembra l’alleato perfetto per mantenere il social distancing a lavoro. Raccontaci di più.

Komete BeSafe è una soluzione IoT composta da un dispositivo indossabile da dare ad ogni lavoratore e un software in cloud che raccoglie gli allarmi e le segnalazioni dei dispositivi.
L’obiettivo è quello di migliorare la sicurezza sul posto di lavoro sia per quanto riguarda le tematiche relative al COVID-19 ma anche per tematiche riguardanti la sicurezza in azienda più in generale.
Il dispositivo è grande quanto un badge e può essere indossato al collo, oppure tenuto in tasca. Le principali funzionalità si raggruppano in due moduli, uno per la sicurezza (rilevazione di cadute, accesso a zone di pericolo, chiamate e messaggi di emergenza, richieste di soccorso, invio della posizione GPS) e uno più focalizzato sul distanziamento sociale in azienda. Infatti i device agiscono come dissuasori di contatto emettendo a seconda della personalizzazione un suono, una vibrazione, oppure un segnale luminoso, in caso di mancato rispetto delle distanze di sicurezza. Inoltre si può risalire alla catena di contatti avvenuta in azienda e ricevere un messaggio di allarme se troppe persone sono presenti in uno spazio chiuso ristretto. Ciò è reso possibile grazie al Bluetooth Low Energy, tecnologia in grado di rilevare il contatto tra due o più dispositivi. In caso di contagio il medico aziendale o il referente dell’asl, può visionare la catena dei contatti del contagiato.

 

Al centro della mission di Komete ci sono trasformazione digitale e il 4.0. Quali sono ancora oggi gli ostacoli e le opportunità maggiori della quarta rivoluzione industriale?

L’obiettivo di Komete è offrire soluzioni IoT per aiutare le nostre PMI industriali a diventare più efficienti. Le nostre soluzioni sono caratterizzate dalla semplicità di utilizzo, dalla poca invasività nei processi aziendali e dalla loro accessibilità, da qui deriva il nostro claim “Smart Factory Made Easy”.

L’ostacolo principale è il timore verso il cambiamento. Introdurre soluzioni digitali significa ripensare gli aspetti organizzativi, andare contro la logica del ‘si è sempre fatto così’, questo non è facile, perché bisogna coinvolgere le persone a tutti i livelli, bisogna istruirle, motivarle e ascoltarle. In questo il MIP svolge un ruolo di primo piano in termini di formazione e consapevolezza. Le opportunità sono enormi, abbiamo la possibilità di fornire strumenti tecnologici per migliorare la vita delle persone in azienda, aiutando tutti gli operatori a tutti i livelli nel prendere decisioni migliori. Pensiamo all’utilizzo di Google Maps, ci ha permesso di raggiungere qualsiasi luogo senza conoscere la strada, ci permette di prendere decisioni diverse in base al traffico. Ecco questa è l’opportunità: prendere decisioni migliori.

In particolare con Komete stiamo creando una gamma di prodotti digitali semplici da utilizzare per fornire alle PMI nuovi strumenti per misurare e controllare quanto avviene in fabbrica in tempo reale.

 

In che modo il tuo percorso al MIP ti sta aiutando nel tuo progetto e, più in generale, nella tua esperienza in Komete?

Sto migliorando come persona e come professionista e questi miglioramenti lì sto portando in azienda. La crescita maggiore la sto avvertendo in merito a due aspetti: l’approccio al problem solving e nell’ideazione di nuovi prodotti/servizi. La possibilità di frequentare una classe composta da persone di grande esperienza proveniente da aree e settori diversi, mi ha portato a conoscere nuove esperienze in merito a soluzioni di problemi aziendali. Questo fatto unito allo studio di casi aziendali proposti in classe, mi ha fornito un’ampia gamma di soluzioni e punti di vista che mi hanno arricchito e mi hanno permesso di avere una visione più completa e aperta. Nel caso di lancio di nuovi prodotti/servizi, occupandosi Komete di soluzioni digitali per le PMI, ci ha consentito maggiormente di capire quali sono i bisogni delle PMI, grazie al confronto con i colleghi di classe e dei casi svolti insieme con i professori, quest’ultimi sono fonte di stimolo e continuo miglioramento.

Ad esempio Komete in sinergia con il MIP nei prossimi mesi valuterà e testerà il lancio di un nuovo prodotto digitale per migliorare il coordinamento con il fornitore, le prestazioni in produzione e la gestione del cliente.

 

Il MIP ha recentemente ottenuto la certificazione B Corp, prima business school italiana, e unica europea, spinta dalla consapevolezza del ruolo che ogni impresa giocherà nel costruire un futuro migliore per tutti. Quale consiglio daresti alla nostra Community per sviluppare iniziative di impatto sociale?

Colgo l’occasione per complimentarmi per il traguardo raggiunto, questo penso sia il giusto riconoscimento dell’impatto positivo sociale del MIP. Ogni organizzazione dovrebbe avere un impatto sociale positivo, infatti le aziende sono il centro dell’innovazione e dei cambiamenti nella società, con i nostri prodotti, i nostri servizi, e i nostri comportamenti possiamo incidere positivamente e credo che per un gruppo di persone con la stessa visione e condivisione degli obiettivi, non ci sia nulla di più soddisfacente nell’avere un impatto positivo sulla vita delle persone. Non ho consigli in particolare da dare, credo di avere tanto da imparare. Posso solo dire quanto noi di Komete crediamo nell’ascolto dei bisogni delle persone; le organizzazioni nascono per soddisfare i bisogni delle persone, e in un momento delicato come questo credo che i Sustainable Development Goals suggeriscano quali siano gli obiettivi da raggiungere a lungo termine.


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