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2 dicembre 2018 Share

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IL POLITECNICO DI MILANO TRA I MECENATI DEL XXI SECOLO

In una cerimonia tenuta presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, il Politecnico di Milano ha ricevuto il premio Mecenati del XXI Secolo, “per aver trasformato il campus in un museo a cielo aperto con mostre permanenti e temporanee”. A ritirare il premio il Prorettore Delegato, prof. Emilio Faroldi.

L’obiettivo dei premi “Mecenati del XXI Secolo” è rafforzare la visibilità, il riconoscimento e la reputazione di quelle istituzioni, aziende e investitori privati che contribuiscono attivamente allo sviluppo delle arti e della società.

Giunto alla terza edizione, il premio ha visto finora la partecipazione di oltre 300 aziende ed istituzioni da 32 paesi dei 5 continenti. Tra i premiati di quest’anno nella categoria Istituzioni, oltre al nostro Ateneo, figurano il Ministero degli Affari Esteri, la FAO, la Banca Mondiale, Banca d’Italia e il Joint Research Centre della Commissione Europea.

Ideato nel 2016 da pptArt, in collaborazione con LUISS Business School, il programma nasce dalla constatazione che aziende ed enti coinvolti attivamente nel mondo dell’arte tendono ad avere maggior successo in termini di profittabilità e sembrano affrontare meglio molte sfide etiche, ambientali e sociali.

 

Il progetto artistico destinatario di questo prestigioso premio è La dimensione esterna della scultura, la mostra permanente di Gio’ Pomodoro al Campus Bovisa. 22 opere del grande scultore italiano si rincorrono in un paesaggio post-industriale, innestandosi tra le geometrie austere degli edifici della nostra università. Il risultato è una felice armonia di marmi, bronzi ed elementi architettonici.

Dalla fine degli anni Sessanta, Gio’ Pomodoro ha sempre creduto nella dimensione esterna della scultura, nella sua relazione con l’ambiente e con chi la usa, facendone luogo di incontro e di sosta per le persone. Pensava che il particolare linguaggio della scultura fosse assai prossimo a quello dell’architettura e della scienza, e che fosse urgente ricomporne l’unità originaria. Per questo la sua opera è caratterizzata da un coinvolgimento dell’ambiente, che si realizza attraverso un’interazione che muovendo dalla scultura attiva lo spazio esterno.

Crediamo che Gio’ Pomodoro rappresenti efficacemente la cultura politecnica. Scultore, diplomato geometra, studiava la poesia e la scienza, e considerava l’architettura una disciplina sorella. Ha realizzato gioielli e medaglie, ceramiche e mobili; ha disegnato e dipinto; ha lavorato il ferro e il poliestere, il bronzo e il gesso, le pietre e i marmi.

Grazie alla fondamentale collaborazione dell’Archivio Gio’ Pomodoro, siamo fieri di ospitare questo museo a cielo aperto, con la volontà di valorizzare il più possibile le sue opere, rendendole fruibili ai nostri studenti e alla città di Milano.


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