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3 settembre 2019 Condividi

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Milano-Cortina 2026: la sfida della resilienza

L’Italia tornerà a ospitare una manifestazione olimpica. Ma affinché l’evento si trasformi in una vera opportunità, servono professionalità e preparazione. Per questo il Politecnico di Milano promuove un Master in Progettazione Costruzione Gestione delle infrastrutture Sportive

 

 

Per Milano e Cortina la vera sfida inizia adesso. Smaltito l’entusiasmo per essersi aggiudicate i Giochi Olimpici Invernali 2026, ora bisogna pensare a organizzarli e gestirli nel migliore dei modi, per valorizzare quella che potrebbe rivelarsi un’importante opportunità: «La gestione virtuosa di un grande evento sportivo rappresenta una grande occasione di rilancio, sia sociale che economico. Non solo per le città direttamente coinvolte, ma potenzialmente per l’intera nazione» ci spiega Davide Allegri, assegnista di ricerca al Politecnico di Milano e coordinatore del Master in Progettazione Costruzione Gestione delle infrastrutture Sportive.

L’eredità di un grande evento

Tra gli esempi positivi più recenti, il case study di maggior rilievo è quello di Londra 2012. «Una edizione dei Giochi che ha evidenziato alcuni concetti dai quali ormai non si può non prescindere. Chiunque si ponga come obiettivo la sostenibilità sociale ed economica dell’evento, non può fare a meno di partire da una attenta pianificazione, che passa soprattutto dalla riqualificazione degli impianti esistenti» continua Allegri. «Eventuali nuove infrastrutture, invece, devono essere concepite con un alto livello di resilienza, devono cioè avere caratteristiche di flessibilità, adattabilità e trasformabilità. Terminato l’evento, devono poter essere riconvertite. È il concetto di legacy: tutto quello che un grande evento può lasciare in eredità a un territorio, in termini sia materiali che immateriali».

Più sport, più inclusività

E proprio questo è l’approccio che ha guidato la candidatura Milano-Cortina: il recupero di infrastrutture esistenti da una parte, la costruzione di un nuovo grande impianto dall’altra, e cioè il Palaghiaccio che riqualificherà indirettamente il quartiere San Giulia e il villaggio allo scalo di Porta Romana che diventerà poi residenza universitaria. «Queste nuove infrastrutture contribuiranno a fare di Milano una città sempre più turistica dalla grande attrattività culturale, con spazi per lo sport e il tempo libero sempre più innovativi. È quello che è successo, ormai diversi anni fa, a Barcellona proprio grazie alle Olimpiadi del 1992, il cui effetto è ancora oggi ben tangibile» spiega Allegri.
In questo modo la città si avvicina alle persone e diventa quindi più inclusiva: «Oggi lo sport invade ogni settore della città contemporanea. Coinvolge tutto ciò che è benessere, cura del proprio corpo, intrattenimento, tempo libero, per ogni fascia d’età e categoria sociale. Avere delle infrastrutture sportive adeguate significa porre le fondamenta per una società basata su valori educativi condivisi e riconosciuti» spiega Allegri.

Un cambio di mentalità

Ma l’Italia ha ancora molta strada da fare. «In Francia il ministero dello sport è tra i più importanti, mentre in Italia raramente ha avuto una sua autonoma forza e riconoscibilità. Le strutture di cui disponiamo risalgono prevalentemente all’epoca fascista; ne sono state costruite altre negli anni 70 e 90, ma nessuna di queste è stata progettata pensando alla sua gestione a lungo termine. Per non parlare delle tante palestre scolastiche che punteggiano il nostro territorio e giacciono in stato di degrado: le piccole infrastrutture sportive diffuse, a partire da quelle scolastiche e oratoriali, sono cellule fondamentali che generano virtuosi processi di riqualificazione sociale» racconta Allegri. «Bisogna ripartire da un nuovo approccio culturale, che veda lo sport e i suoi spazi come valori imprescindibili della società contemporanea. Per questo è importante una formazione rivolta in primo luogo alla gestione».

È proprio questo l’obiettivo del Master in Progettazione Costruzione Gestione delle infrastrutture Sportive, istituito dal Politecnico di Milano con Federazione Italiana Giuoco Calcio, Istituto per il Credito Sportivo, Sport e Salute Spa, Coni Lombardia e Lega Serie A. «Questo corso si rivolge ai laureati magistrali in architettura, ingegneria e design. Ma è un ambito talmente multidisciplinare che coinvolge anche le discipline economiche e legali, per esempio. Quello sportivo è ormai un settore che richiede grande preparazione scientifica e specializzazione. Le opportunità occupazionali sono molteplici: società sportive di ogni livello e settore; grandi società di ingegneria e architettura; istituzioni pubbliche e private di gestione di impianti sportivi; pubbliche amministrazioni».


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