Knowledge

25 ottobre 2019 Condividi

mba

Quali competenze si acquisiscono in un MBA?

Competenze MBA

Dalla comprensione del contesto d’impresa alla gestione dei processi, passando per la pianificazione dell’innovazione e la capacità di lanciare una startup: dai master della School of Management del Politecnico escono i manager di domani

 

Gli scenari internazionali odierni offrono un panorama caratterizzato da grande competitività e trasformazioni incessanti. Una grande sfida per chi si è posto l’obiettivo professionale di diventare un manager capace ed efficiente. I Master MBA della School of Management del Politecnico di Milano vogliono formare persone desiderose di dare una svolta alla propria carriera, partendo da ciò che è più importante: le competenze.

 

Un master tra competenze hard e soft

È Riccardo Mangiaracina, Direttore dell’International Flex EMBA (i-FLEX), a spiegarci quali sono le competenze hard che si apprendono nei Master MBA: «Possiamo identificare quattro ambiti principali. Il primo riguarda il contesto entro il quale l’impresa opera; in altri termini, tutto ciò che è affine alle discipline macroeconomiche, che riguardino l’ambito nazionale o internazionale». Rimanendo in questo ambito, ma spostando la nostra attenzione verso l’attività d’impresa vera e propria e la gestione dei suoi processi tipici, «le hard skill sono quelle classiche: corporate finance, financial accounting e management accounting. Quest’ultima è la disciplina che prova a comprendere come misurare efficacemente le performance d’impresa. Infine, è fondamentale la capacità di definire il brainwork strategico dell’impresa».
Il secondo ambito è maggiormente legato alla gestione dell’attività, dei processi e delle persone. «Fondamentale è il people management, dove intervengono le soft skill, ma possiamo citare anche il marketing management, il supply chain management e l’operations management» spiega Mangiaracina. Ossia, dalle persone al marketing, passando per la comunicazione, gli acquisti, la pianificazione, la distribuzione.

 

Un master per i manager che vogliono innovare

Ambito altrettanto cruciale è quello che riguarda la pianificazione dell’innovazione e della trasformazione. Come spiega Mangiaracina, «è un tema tipicamente culturale. Il corso di innovation leadership approfondisce le strategie con cui l’innovazione è introdotta all’interno dell’impresa. La sfida consiste nel trasmettere alle persone che lavorano nell’organizzazione i benefici e i vantaggi legati al cambiamento, allontanando al contempo la paura di esso». Compito tutt’altro che semplice, ma fondamentale, quale che sia la forma dell’innovazione, incrementale o radicale. Il problema è sempre farla accettare.
«E poi ci sono errori che le aziende compiono spesso, e che vanno corretti, come l’errata convinzione che l’innovazione possa essere introdotta in piccoli ambiti, senza avere una visione complessiva. L’innovation strategy serve proprio a questo».
Strettamente legato a questo tema, prosegue Mangiaracina, è il product management: «Oggi i progetti sono particolarmente complessi e vanno gestiti, a maggior ragione quando si parla di innovazione. I progetti stravolgono l’impresa e la modellano. Per questo non si può prescindere da una metodologia rigorosa. Il nostro corso dà gli strumenti necessari per gestire i progetti complessi».

 

Un bravo manager è anche un bravo imprenditore

Concludiamo con uno sguardo al quarto ambito disciplinare dei Master MBA. «L’innovazione di cui abbiamo appena parlato può concretizzarsi sia dal punto di vista manageriale, che dal punto di vista imprenditoriale. Nel primo caso, è importante avere delle nozioni di design thinking, disciplina che indaga come portare attivamente idee innovative in un’organizzazione. Nel secondo caso, abbiamo organizzato dei veri e propri corsi che cercano di insegnare come lanciare una startup, come redigere un business plan e come cercare e conseguire delle fonti di finanziamento» conclude Mangiaracina.

 

 


Tags:
Condividi

Accreditations, Rankings & Memberships