European Microfinance Research Award a un team della School of Management

Il premio per uno studio sull’impatto sociale positivo delle fintech.

 

Un team del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano ha vinto l’European Microfinance Research Award 2022 con il paper “FinTech for Good: unveiling social value creation in the fintech sector”. Il premio è stato assegnato dall’European Microfinance Network (EMN), organizzazione no-profit che promuove la microfinanza come strumento per combattere l’esclusione sociale e finanziaria in Europa attraverso l’indipendenza lavorativa e la creazione di microimprese.

Lo studio elaborato da Federico Bartolomucci, dottorando, Veronica Chiodo, docente di Social Entrepreneurship, e Andrea Petrolati, Junior Project Manager presso Fintech District, indaga il mondo FinTech, con l’obiettivo di capire se e come l’innovazione tecnologica contribuisca a generare impatto nel settore finanziario e quale ruolo giochi la tecnologia nel processo di creazione di valore sociale. I risultati mostrano che le FinTech, operando in mercati poco serviti e combinando la componente di innovazione tecnologica con l’intenzionalità di generare un impatto sociale positivo, sono in grado di generare valore sociale sia nelle economie più sviluppate che in quelle emergenti. I risultati chiamano dunque gli attori finanziari tradizionali, le istituzioni e gli attori dell’economia sociale a ripensare il loro rapporto con esse.

Fintech e Project Management: al via nuovi Master in collaborazione con WINTOP

Dopo il lancio di un MBA nel 2019 dedicato al pubblico cinese in collaborazione con WINTOP – una delle leading Training Agency in Cina, la collaborazione tra le due istituzioni raggiunge quest’anno un nuovo livello.

Hanno infatti preso il via l’11 settembre due nuovi master in collaborazione con WINTOP, il TOPWIN Master in Fintech e il TOPWIN Master in Project Management.

Rivolti a giovani managers che vogliono dare un’accelerazione alla propria carriera o a chi vuole sviluppare le skill necessarie per entrare nei settori del Fintech e del Project Management, i Master si svolgono in un formato blended, che combina momenti in presenza in Cina con i nostri docenti e online.

Nello specifico, il TOPWIN Master in Fintech ha l’obiettivo di sviluppare competenze avanzate in ambito di financial technology, finanza quantitativa e applied analytics, concentrandosi sulla costruzione di metodi solidi, la comprensione a 360° dell’evoluzione del mercato e lo sviluppo di un approccio applicativo con focus specifico ai mercati di riferimento, quali baking, contratti B2B etc.

Quello invece in Project Management ha l’obiettivo di sviluppare competenze avanzate nell’ambito della gestione dei progetti, con un focus specifico sulle metodologie agili, sui casi applicabili ad ogni tipo di progetto, come per esempio lo sviluppo di nuovi prodotti, EPC, progetti complessi, progetti di innovazione o di digital transformation, e sugli approcci applicativi.

 

PMI e finanziamenti alternativi: nuovo corso online (MOOC) per orientarsi nella crescita della propria attività

Alternative Finance MOOC” è il corso online completamente gratuito della durata di 3 settimane che è stato lanciato dal Politecnico di Milano con l’obiettivo di aiutare i partecipanti a navigare il mondo della finanza alternativa e del Fintech. Il corso è destinato principalmente a consulenti finanziari e aziendali, gestori di fondi, incubatori e piattaforme di crowdfunding, business angels e venture capitalists.

E’ anche potenzialmente utile per imprenditori e startuppers, singoli investitori e legislatori. Le iscrizioni al corso sono aperte.

Le forme di finanziamento alternative al credito bancario, come crowdfunding, peer-to-peer-lending, minibond, venture capital, business angels e altri, sono cresciute considerevolmente in Europa negli ultimi anni, diventando un’importante fonte di finanziamento per imprenditori, PMI e startup.

L’emergere delle Fintech, ossia di nuove tecnologie digitali applicate alla finanza, promette di potenziare ulteriormente questi strumenti, rendendoli cruciali nella finanza aziendale del prossimo decennio. Tuttavia, l’utilizzo di queste forme di finanziamento in Italia è ancora limitato, se confrontato con altri paesi dell’Europa continentale, sebbene il nostro paese, caratterizzato da una grande concentrazione di PMI, potrebbe ricavare enormi benefici dall’uso massiccio di questi nuovi strumenti finanziari.
La scarsa diffusione è spesso dovuta alla difficoltà delle imprese e dei consulenti a reperire informazioni chiare e orientarsi nel panorama multiforme delle tipologie, operatori e usi degli strumenti di finanza alternativa.

Il Massive Open Online Course (MOOC) in Alternative Finance è stato lanciato proprio per colmare questa lacuna. Il corso è stato sviluppato dalla School of Management Politecnico di Milano, e dall’Università di Manchester, nell’ambito del progetto ALTFINATOR, finanziato dalla Commissione Europea.

I partecipanti, attualmente un migliaio sparsi in tutta Europa, potranno auto-formarsi, seguendo le lezioni video-registrate (in inglese, con testo a fronte) e discutendo con i docenti in apposite chat-room fruibili da remoto.

Il progetto ALTFINATOR prevede, oltre al MOOC, l’erogazione di una serie di servizi e iniziative complementari a supporto della finanza alternativa. Fra questi, spicca una mappa interattiva di matchmaking, pensata per PMI/startup che desiderano connettersi con gli operatori di finanza alternativa in Europa, individuando quello più adatto alle proprie esigenze finanziarie.

 

 

 

Al via la prima edizione del Master Fintech

 

Al MIP queste sono state le settimane dei kick off: studenti provenienti da tutto il mondo sono arrivati a Milano per prendere parte a uno dei Master Specialistici in partenza.

Tra le novità di questo anno accademico, c’è l’International Master in Fintech, Finance and Digital Innovation, sviluppato in partnership con i dipartimenti di Matematica, Ingegneria Gestionale, Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. L’obiettivo è quello di analizzare la rivoluzione fintech, fornendo un’attenta analisi delle nuove tecnologie e delle loro applicazioni nel mondo finanziario.
L’offerta formativa si completa con nozioni IT e finanziarie – dalla gestione dei big data alla cybersecurity, dalla blockchain all’intelligenza artificiale – per poter fornire agli allievi tutti gli strumenti necessari per costruire modelli di business capaci di andare oltre le intermediazioni dei players tradizionali del settore.

Il Master Fintech – come consuetudine per il MIP – è sviluppato insieme alle aziende, al fine di formare dei professionisti con concrete possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Sostenitori di questa edizione sono Anima, Aviva, Banca IMI, Intesa Sanpaolo, Deloitte, Fabrick, IBM, MoneyFarm, Net Insurance e ZeroKM Finance, mentre AEGIS HCG, Accenture, OliverWyman e Unicredit interverranno in aula.

A riprova dello stretto legame con il mondo delle imprese, in occasione dell’avvio del Master, gli allievi hanno potuto incontrare Davide Roberto e Alessandra Tessari di Aegis Human Consulting Group, Antonio Castagna di ZeroKM Finance, Rossella Vignoletti di Net Insurance, Andrea Prampolini di Banca IMI, Giuseppe Camera di Intesa Sanpaolo e Roberto Villa e Cesare Baroni di IBM.

Le frontiere del Fintech

Non si può fare a meno del Fintech. Lo dicono i dati: nel 2018, le operazioni di M&A (merge and acquisitions) legate a questo settore a livello mondiale hanno generato un valore di nove miliardi di dollari, in crescita del 25% rispetto all’anno precedente. Lo afferma l’analisi realizzata dalla startup school Mind the Bridge. Detto in altri termini, le startup del Fintech attraggono sempre più capitali e investimenti. E il trend è in crescita, perché sempre più utenti scelgono di gestire e movimentare le proprie finanze online.

Che si tratti di mobile payment, di InsurTech o di Robo Advisor, le operazioni finanziarie vengono gestite sempre più spesso online, senza passare per l’intermediazione classica, fino a poco tempo fa imprescindibile, delle banche e delle compagnie di assicurazioni. Lo conferma il professor Emilio Barucci, direttore dell’International Master in FinTech, Finance and Digital Innovation del Politecnico di Milano. «La disintermediazione è un fattore cruciale. Permette di svolgere numerose operazioni in modo molto più rapido tramite gli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie. Non andiamo più in banca una volta al mese come succedeva un tempo».

Le stesse banche, d’altro canto, non stanno a guardare: «In questo momento si stanno muovendo in due direzioni. Da una parte cercano di appropriarsi del modo di operare tipico delle realtà Fintech, sviluppando sempre più i canali di home banking e di pagamento rapidi. Dall’altra cercano di fronteggiare la crescita dei canali non tradizionali, che stanno erodendo un’ampia fetta del loro mercato. Le startup che hanno lanciato i Robo Advisor, ad esempio, forniscono all’utente una consulenza finanziaria personalizzata, tagliando fuori proprio le banche, i gestori di fondi e i promotori finanziari», spiega il professor Barucci.

Le comodità e le possibilità offerte dal Fintech sono particolarmente attraenti, anche in mercati un po’ meno sensibili alle transazioni digitali come quello italiano. Il tema della cybersecurity resta cruciale: «I rischi per chi usa strumenti digitali, oggi, non sono più grandi di quelli che correvamo già anni fa, come il classico “furto” dei dati della carta di credito – rimarca il professor Barucci –. Ma è anche vero che il tema della sicurezza è forse quello su cui gli attori coinvolti pongono maggiormente l’attenzione e investono di più. Basta una sola crepa per distruggere la credibilità di un servizio, e di conseguenza affossarne il business».

I vantaggi del FinTech non riguardano solo gli utenti privati, ma anche le aziende. Secondo il professor Barucci, «si concretizzeranno in importanti riduzioni sui costi. Inoltre, ci sarà la possibilità di interagire con più soggetti e il canale non bancario crescerà». Alcune tecnologie, al contrario, rimarranno confinate a un ambito di utilizzo più ristretto, lontano dal grande pubblico. È il caso, ad esempio, della Blockchain: «Personalmente non sono convinto che il Bitcoin sia la moneta del futuro – avverte Barucci –. Ma bisogna riconoscere che le criptovalute basate sulla blockchain hanno stimolato grandi studi su questa tecnologia, generando un grande lascito in termini di conoscenze: non sarà la soluzione per tutti i problemi, ma in alcuni ambiti sarà una soluzione interessante». Discorso analogo per l’Intelligenza Artificiale: «Le macchine non sostituiranno l’uomo, tantomeno nel mondo finanziario. Ma grazie all’IA e ai big data avremo la possibilità di comprendere meglio le dinamiche di alcuni fenomeni finanziari».

Le tecnologie all’avanguardia, insomma, non possono prescindere dalla padronanza dei fenomeni digitali sottostanti. L’International Master in Fintech, Finance and Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano ha proprio l’obiettivo di formare delle professionalità con queste competenze: «Il processo di cambiamento innescato dal Fintech è irreversibile – conclude Barucci –. Il nostro master dà le competenze adeguate, puntando su una formazione completa: nessun’altra università offre la stessa combinazione di metodo, tecnologia e business».